Viaggi da camera è un progetto online di Fondazione Trussardi che raccoglie e distribuisce immagini, video e testi scelti da artisti invitati a raccontare il proprio spazio domestico e privato.

Ispirato al celebre romanzo settecentesco di Xavier De Maistre Viaggio intorno alla mia camera, scritto durante un soggiorno obbligato di 42 giorni in una stanza di Torino, Viaggi da camera invita gli artisti ad aprire le porte delle loro stanze reali e immaginarie. Negli anni molti artisti ci hanno insegnato a guardare gli spazi che ci circondano da nuovi punti di vista: da Giorgio Morandi, chiuso nel suo studio nel mezzo della Seconda Guerra Mondiale, a Marisa Merz, che nella sua casa di Torino ci spronava a guardare il mondo con gli occhi chiusi, che per lei erano “straordinariamente aperti”, gli artisti hanno immaginato lo spazio domestico come un territorio aperto a infinite scoperte.

In questi momenti difficili di reclusione forzata, proviamo a lanciarci in nuovi viaggi attorno alla propria stanza, per provare a scoprire nuove mappe della fantasia e nuovi punti di fuga.


Viaggi da camera is an online project that brings together and distributes images, videos, and texts, chosen by artists invited to narrate their own private domestic space.

Inspired by the famous 18th-century novel by Xavier De Maistre Voyage Around my Room – written during a forced confinement of 42 days in a room in Turin –Viaggi da camera invites artists to open the doors to their own rooms, both real and imaginary.

Over the years, many artists have taught us to look at the spaces that surround us from new points of view: from Giorgio Morandi, closed off in his studio in the middle of World War II, to Marisa Merz, who from her home in Turin encouraged us to look at the world with eyes shut, which according to her were “extraordinarily open,” artists have imagined the domestic sphere as a territory open to boundless discoveries.

During these times of forced isolation, Viaggi da camera stimulates us to undertake new journeys within the perimeter of our own rooms, so as to unveil new maps of the imagination and new vanishing points.