|

ArteJeans. Storia di un mito nelle trame dell’arte contemporanea

CIELO SOPRA GENOVA / 24 GIUGNO 2021, 2021

Nel cuore della vecchia Darsena, il Metelino era uno dei “quartieri” destinati a magazzini ed emporio merci. Ristrutturato nei primi anni duemila, al suo interno è stato ricavato uno spazio espositivo dove, per l’edizione 2021 di ArteJeans, sono ospitate le 36 opere generosamente donate alla città dai migliori artisti italiani attraverso il progetto Artejeans delle fondatrici Ursula Casamonti Francesca Centurione Boschieri. Un cantiere, quindi, che sarà valorizzato come Sezione Arte Contemporanea del Museo internazionale del Jeans, luogo simbolo del “ritorno” a Genova di un tessuto che ha conquistato il mondo.

ARTISTI
Simone Berti, Alberto Biasi, Tomaso Binga, Henrik Blomqvist, Enzo Cacciola, Pierluigi Calignano, Letizia Cariello, Roberto Coda Zabetta, Maurizio Donzelli, Ulrich Egger, Giovanni Gaggia, Goldschmied&Chiari, Riccardo Guarneri, Emilio Isgrò, Ugo La Pietra, Marco Lodola e Giovanna Fra, Claudia Losi, Carolina Mazzolari, Ugo Nespolo, Giovanni Ozzola, Valentina Palazzari, Gioni David Parra, Francesca Pasquali, Gabriele Picco, Pino Pinelli, Fabrizio Plessi, Gianni Politi, Laura Renna, Marta Spagnoli, Vedovamazzei, Serena Vestrucci, Cesare Viel, Gianfranco Zappettini

COMITATO CRITICO
Ilaria Bignotti, Luciano Caprile, Laura Garbarino

dal 2 al 30 settembre 2021
Palazzo Metelino, Genova


dal testo critico di Laura Garbarino:

Letizia Cariello è solita esplorare la relazione tra spazio interno e mondo esterno attraverso pratiche differenti dove il fil rouge è proprio un filo rosso che ricama o utilizza per costruire spazi installativi. Il desiderio di intercettare la consistenza materiale del tempo si concretizza in una raccolta delle sue tracce per renderle visibili tramite un processo di identificazione e ricucitura che permette all’artista di ricostruire connessioni e relazioni perse.

Come sarà il cielo sopra Genova il 24 giugno è una tela di jeans di forma circolare sulla quale sono state ricamate delle stelle di colore rosso a ricordare le stelle presenti in cielo la notte di San Giovanni, patrono della città. La forma riprende quell’andamento circolare e ciclico proprio dell’uomo e dei genovesi che partivano e tornavano dal mare, in un percorso – quello circolare – che sembra non giungere mai a compimento, così come il divenire della vita, della natura e dei sentimenti stessi. L’artista, ricamando queste stelle che, ad ogni passaggio, assumono una forma tridimensionale evoca la necessità dell’uomo di ritornare, ripensare, prendere decisioni, cambiare strada, sempre alla ricerca di una consapevolezza che Cariello sembra proiettare in quella totalità ottenuta nella sua tela dall’unione di cielo e terra. Il tempo che l’artista intercetta è un tempo che si cuce e ricuce, è un tempo che si medica, un tempo in cui tutto cambia ma ritorna, che scompare e ricompare tra le trame di un filo rosso che, come continue immersioni, evoca l’imprevisto e la creatività della vita. Un nuovo cielo che assume le sembianze di un campo energetico nel quale le stelle riescono a mettere in scena le loro esplosioni come in una nuova notte stellata di Van Gogh che ritrova la sua energia concentrica, propria della vita di ogni essere umano. Un cielo blu jeans tridimensionale che sembra voler offrire delle nuove coordinate ai navigatori genovesi; un nuovo cielo di Giotto destinato alla vita di mare e non solo.