Letizia Cariello |

Mostre

Galleria Fumagalli, MILANO
Letizia Cariello
27.09.2019 - 18.12.2019

Galleria Fumagalli presenta la mostra personale di Letizia Cariello “Seven Gates” a cura di Giorgio Verzotti. Invitata a confrontarsi con gli spazi espositivi di Annamaria Maggi, l’artista propone un intervento ambientale inedito e site-specific nella sala maggiore della galleria. In quest’ampio spazio senza finestre, Letizia Cariello ne disegna ben sette, ciascuna in uno stile diverso, dalla bifora gotica al semplice rettangolo “modernista”. Tracciate su carta da lucido a mano libera dall’artista, le sette finestre sono trasposte dal foglio alla parete con dei chiodi fissati lungo i profili del disegno. Fra un chiodo e l’altro, Letizia Cariello tesse un filo rosso, suo tratto distintivo, creando delle griglie colorate.

L’ambiente della galleria è costellato di aperture che restano però virtuali, dato come unico elemento fisico quel filo rosso che con la tessitura allude a una chiusura. O forse attesta una doppia tensione: il desiderio di chiudersi dentro un’intimità che diviene a sua volta condizione di apertura verso un esterno, un’alterità. La finestra è lì per attestare proprio questo, metaforicamente: fa parte di un’architettura che rinchiude ma che necessariamente guarda fuori, aprendo a una continuità di relazione. Un confine si traccia per essere varcato: Letizia Cariello ci dice che una grata non è sempre il segno metonimico di una prigione, e cita Santa Caterina da Siena: «Fatevi una camera della mente, dove voi soli possiate andare». «Un posto protetto da cui osservare», dice l’artista, pronti a essere poi osservati.

Showroom Antonini, Palazzo Borromeo, MILANO
Letizia Cariello
31.01.2018 - 03.04.2018
Fratellini&sorelline siamo un po’ tutti, sempre alla ricerca di un altro. Anche senza fratelli; anche senza sorelle; senza amati e amate: cerchiamo sempre un doppio, forse uno specchio. Più probabilmente un diverso che ci dica chi siamo. Cerchiamo unioni indissolubili e fuggiamo unioni indissolubili, la certezza di un per sempre. Cerchiamo il Cielo mentre qualcosa o qualcuno ci rende il lavoro faticoso tirandoci a terra.
SARA ZANIN Gallery, ROMA
Letizia Cariello, Silvia Camporesi, Jakub Woynarowski
20.09.2017 - 18.11.2017
Molti degli eventi che accadono nel corso del tempo rimangono sulla soglia dell’indifferenza o della mancanza di consapevolezza: cambiamenti ambientali, piccole rivoluzioni, inversioni di stabilità sociale, relazioni interrotte, paesaggi modificati nel loro ordine naturale e urbano, popolazioni erranti che ridisegnano le geografie. Il mondo si muove nonostante noi, lasciando tracce quotidiane di questi sottili cambiamenti, quelli che il filosofo francese François Jullien ha definito come trasformazioni silenziose, seguendo l’antico pensiero cinese. Di fronte ai grandi eventi e al loro impatto globale, il mondo produce apertamente davanti a noi trasformazioni profonde che modellano il senso della vita, i suoi misteri, la magia e l’oscurità.
Museion
Museion Museo d'arte moderna e contemporanea, BOLZANO
Eleanor Antin; Vanessa Beecroft; Günther Brus; Letizia Cariello; Marcel Duchamp; Valie Export; Michael Fliri; Isa Genzken; Gilbert & George; Nan Goldin; Douglos Gordon; Roni Horn; Joan Jonas, Elke Krystufek; Ketty La Rocca; Zoe Leonard; Ana Lupas; Santu Mofokeng; Zanele Muholi; Brigitte Niedermair; Luca Patella; Arnulf Rainer; Lili Reynaud Dewar; Niki de Saint Phalle, Jana Sterbak, Wolfgang Tillmans, Nico Vascellari, Francesco Vezzoli
25.11.2016 - 17.09.2017
La mostra propone un percorso attraverso le opere fotografiche della Collezione Museion. Ritratti e autoritratti, immagini del proprio corpo e di quello altrui indagano i concetti di identità e alterità, corpo e spazio sociale. Completa il percorso una selezione di sculture sulle stesse tematiche. Parallelamente alla mostra, nella sala della collezione studio ci sarà una presentazione di fotografie politiche nel senso più ampio del termine. A lavori che esprimono una critica diretta a una situazione socio politica definita saranno contrapposte opere che presentano visioni ideali e utopistiche.
Gipsoteca Gianluigi Giudici, LUGANO
Letizia Cariello
02.11.2016 - 28.11.2016
La prima mostra temporanea che Artrust allestisce, in collaborazione con la Fondazione Renato e Gianluigi Giudici presso gli spazi della Gipsoteca Giudici di Lugano, è dedicata all’artista contemporanea Letizia Cariello. Dal 2 fino al 28 novembre, la mostra presenterà al pubblico una sintesi dell’opera di Cariello, con alcuni dei pezzi più significativi della sua produzione che comprende sculture, fotografie, arazzi e i suoi celebri “calendari”. Media diversi con i quali Cariello indaga i temi del corpo, del tempo e la sua relazione con gli oggetti.
Showroom Antonini, Palazzo Borromeo, MILANO​
Letizia Cariello
05.04.2016 - 09.04.2016 [MiArt 2016]

“Carillon – opera per archi” di Letizia Cariello, è un’installazione a parete con suono realizzata utilizzando alcuni strumenti musicali incidentati. Attraverso la trasformazione in opera d’arte, gli strumenti acquistano una voce nuova, continuano a parlare e invitano a riflettere, come scrive la stessa artista, “sul concetto di valore e su quello di responsabilità”.

L’opera sarà visibile al pubblico per la prima volta martedì 5 aprile 2016, presso l’esclusivo contesto di Palazzo Borromeo, nella settimana in cui Milano ospita MiART, il più importante appuntamento cittadino con l’arte contemporanea. L’iniziativa si colloca all’interno del progetto “LAW IS ART!” di LCA Studio Legale e nasce dalla preziosa collaborazione tra Letizia Cariello, Galleria Minini di Brescia, AXA ART Italia e LCA Studio Legale.

Artrust, MELANO
Valerio Adami, Wilhelm André, Rainer Bonk, Paul Camenisch, Yvonne Canu, Letizia Cariello, Mario Comensoli, François Gall, Hermann Hesse, Charles Le Brun, Carl Walter Liner, René Magritte, Jean Metzinger, Niki De Saint Phalle, Gen Paul, Walter Ropélé, Raymond Savignac, Italo Valenti, Andy Warhol, Marianne Werefkin, Jerry Williams
04.05.2017 - 25.08.2017
«Abbiamo preso spunto dal tema promosso per l’anno 2016-2017 dall’Associazione NEL – Fare arte nel nostro tempo, i giardini appunto, e deciso di inaugurare la bella stagione con una mostra molto “primaverile” nelle atmosfere, ma anche significativa dal punto di vista storico-artistico. In mostra infatti potrete ammirare opere e capolavori di generi e media molto diversi tra loro: dipinti, arazzi, litografie, fotografie, sculture, che spaziano dall’impressionismo fino alla pop art».

Patrizia Cattaneo, Direttrice di Artrust
W. Women
Triennale Milano, MILANO
W. Women in Italian Design - Triennale Design Museum nona edizione
AA.VV.
02.04.2016 - 19.02.2017
La nona edizione del Triennale Design Museum, a cura di Silvana Annicchiarico e con progetto di allestimento di Margherita Palli, affronta il design italiano alla luce di uno dei nodi più delicati, più problematici, ma anche più stimolanti e suggestivi che è la questione del genere. L’idea che il genere non sia più solo un dato biologico e naturale, ma una questione culturale apre interessanti prospettive anche per quello che potrà diventare il design dopo il design. Ma per affrontare in modo oggettivo ed equilibrato le questioni di gender legate al design è necessario affrontare preliminarmente la grande rimozione operata dal Novecento nei confronti del genere femminile. Tutta la modernità novecentesca ha messo ai margini la progettualità femminile, pressoché ignorata da storici e teorici del design.
Triennale Milano, MILANO
Carla Accardi, Aurelio Amendola, Giovanni Anselmo, Stefano Arienti, Marco Bagnoli, Roger Ballen, Robert Barry, Olivo Barbieri, Gabriele Basilico, Letizia Battaglia, Sandro Becchetti, Vanessa Beecroft, Gianni Berengo Gardin, Alighiero Boetti, Monica Bonvicini, Daniel Buren, Julia Margaret Cameron, Letizia Cariello
18.11.2013 - 02.02.2014
La Triennale di Milano presenta: “Quarantanni d’artecontemporanea. Massimo Minini 1973-2013”, una grande mostra per festeggiare quarant’anni di attività della Galleria Minini. La mostra è costituita da opere passate dalla Galleria Minini, un vero e proprio spaccato di storia dell’arte contemporanea raccontata da un punto di vista speciale, talvolta ironico e dissacrante dall’attore protagonista. Una storia con molti flash back, in cui Massimo Minini cerca di legare, giustificare e raccontare i vari momenti e passaggi con quella modalità tipica che ha trovato una peculiare forma letteraria nei “Pizzini”, diventati un libro di successo con brevi favole, flash, racconti sugli artisti incontrati in questi anni. Massimo Minini e la sua galleria sono parte integrante della recente storia dell’arte contemporanea, grazie a mostre di molti fra i più importanti artisti degli ultimi decenni, italiani e internazionali. L’inizio dell’attività è caratterizzato dai movimenti dell’Arte Concettuale, dell’Arte Povera e Minimal; tra la fine degli anni Settanta e i primi anni Ottanta viene inserito il lavoro di alcuni giovani artisti italiani e stranieri, tra cui Ettore Spalletti, Jan Fabre, Didier Vermeiren, Bertrand Lavier, Anish Kapoor, Alberto Garutti, Icaro, senza trascurare la ricerca figurativa con artisti come Salvo, Luigi Ontani, Ger Van Elk, Ryan Mendoza, Jiri Dokoupil. Dalla metà degli anni Novanta viene dato spazio a un gruppo di giovani artisti italiani tra cui Eva Marisaldi, Stefano Arienti, Maurizio Cattelan, Vanessa Beecroft, Sabrina Mezzaqui, Francesco Simeti e Paolo Chiasera, accostati agli artisti storici Boetti, Accardi, Fabro, Paolini, LeWitt, Barry, Graham, Buren. Negli ultimi anni la galleria ha dedicato grandi mostre ad artisti affermati come Luigi Ghirri, Yona Friedman, Roger Ballen, Nedko Solakov, Haim Steinbach, Peter Halley, Ghada Amer, a giovani artisti come Dara Friedman, Manfred Pernice, Sean Snyder, Mathieu Mercier, Jan De Cock, Tino Sehgal, David Maljkovic, Paul P., Monica Bonvicini, Haris Epaminonda. L’allestimento di questa mostra rispecchia il punto di vista particolare del gallerista. Opere storiche sono presentate accanto a installazioni site specific; una sezione è dedicata alla collezione di fotografia italiana, una serie di ritratti degli artisti italiani realizzati da grandi fotografi come Mulas, Giacomelli, Catalano, Gorgoni, Mussat Sartor, Cresci. Arricchisce la mostra il materiale dello sterminato archivio della galleria, che svela il lato più inedito e intimo degli artisti incontrati in questi quarant’anni. I documenti d’archivio saranno esposti in una speciale sezione. Accompagna la mostra il libro “Quarantanni. 1973-2013”, edito da a+mbookstore, un volume di 453 pagine in cui sono raccolti disegni, lettere, cartoline, telegrammi, fotografie, inviti delle tante mostre e avventure inventate dal 1973 ad oggi.
Galleria Massimo Minini, BRESCIA
Letizia Cariello
02.04.2011 - 21.05.2011
Alla sua prima personale in Galleria Minini, Letizia Cariello presenta un percorso di tre tappe che si apre con il Travel Stick, bastone da viaggio, con il quale l’artista sembra simbolicamente accompagnare i visitatori all’interno del suo lavoro, ispirandosi alle installazioni portatili che i pellegrini portavano con sé lungo la Via Francigena o il cammino di Compostela. Ai lati compare un polittico che annuncia immediatamente personalità composte e non ricomponibili secondo gli schemi consueti: nel mondo interno le cose sono parole che si tingono di memoria e la memoria è sonno, non sogno. Gli oggetti sono allineati come le parole in una frase tridimensionale di cui la parte profonda intuisce la presenza attraverso il filtro dell’occhio che guarda e riconosce: sasso, ma non solo. Piuma, ma non solo. Anta di organo, ma pittura, e così via. Due piccole fotografie, Letto bianco e Letto rosso, accompagnano alla stanza centrale dove si smonta materialmente la scena del sonno ingaggiando il corpo dello spettatore in una serie di reazioni per conoscenza. Un letto è: spalliere, materasso, copriletto, tempo silenzioso. Troviamo spalliere volate al muro ed appese a splendenti coltelli di acciaio, un materasso a terra da cui crescono capelli di corda rossa, un corpo disegnato su un copriletto-arazzo appoggiato verticalmente, mentre un orologio senza numeri canta i giorni della settimana attraverso le voci di 63 bambine del mondo. Si approda infine ad un’isola di massi, su quali si sono appoggiate piume, penne, foglie, cucchiaini, corde, indumenti. Tutt’intorno oggetti vari e fotografie che vogliono rappresentare sé e il sé. Dicono cosa fanno ma chiamano ad un altro orizzonte. Le creazioni dell’artista “nascono normalmente da una distrazione occasionale oppure da uno stupirsi per oggetti comuni che suscitano il desiderio di giocarci insieme e trasformarli. Con piacere Letizia prende in mano le cose, le smonta e rimonta, le mette vicine e cambia di posto i pezzi, le incolla o cuce, le lega o appende: il tutto in una frazione di secondo, prima nello sguardo e poi nelle mani. Un po’ come succede con pensieri, immaginazioni e sogni.” (Silvano Fausti, Sul lavoro di Letizia Cariello, Milano, 2010)
Hallenbad Project
Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci, PRATO
Hallenbad Project
Letizia Cariello
02.11.2003 - 07.12.2003

Tre sezioni tratte dall’ultima esperienza artistica della Cariello trovano sede nella Project Room del museo: la videoinstallazione, tratta da Hallenbad Project, e l’installazione sonora con i nove ritratti dal titolo HB Portraits sono il risultato di un lavoro incentrato sul senso di isolamento totale che l’immersione riesce a dare.

L’opera coinvolge lo spettatore collocandolo di fronte a immagini dal fascino ambiguo, sospese tra descrizione di un evento e l’accadere di un inspiegabile non-senso. L’azzurro-celeste tipico dei fondali delle piscine inonda totalmente il visitatore, al quale non resta che mettersi in gioco e prendere percezione del proprio corpo in questo spazio imposto. L’artista parla di necessità mentale quando dice Non importa dove sono, nuoto. Il progetto è a cura di Stefano Pezzato