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Installazioni

Nelle installazioni si evidenzia il tentativo di rendere visibili e ricostruire connessioni e presenze spaziali da me percepite per renderle evidenti a tutti . Gli spazi, le linee energetiche che li percorrono e le connessioni fra le cose, vengono materializzati e medicati. In questo modo si intende semplicemente trasformare l’invisibile in visibile. Lo scopo è quello di rimediare e aprire dei passaggi che funzionino come via aperte all’attraversamento interiore e come evidenze che ci rendano capaci di percepire gli infiniti legami in cui siamo immersi.

macerie di piastrelle recuperate e riassemblate, 2022

I muri indicano confini. I confini sono vitali, indicano attraversamenti
e direzioni, spazi di rispetto e non solamente prigioni. Tutto ciò che
è vitale deve essere flessibile e reversibile, altrimenti è morto. I muri indicano spazio interno e spazio esterno. Come si Inspira e si espira, si entra e si esce.

Le macerie sono muri di un tempo passato, resti di edifici abbattuti.
A volte prigioni aperte, altre ciò che rimane di un bombardamento. Esistono molti tipi di bombardamenti. Anche bombardamenti interiori. Dovremmo imparare che le cose resuscitano si ricompongono: questo insegna la vita osservata in Natura e nello Spirito. Ho raccolto delle macerie, lungo delle passeggiate in campagna. Resti impiegati per tappare i buchi nella terra lungo i sentieri. Le ho ricomposte e poi gli ho dato quella mano per rialzarsi di cui tutti prima o poi abbiamo bisogno. Così sono diventate nuove superfici e nuovi muri. Non vanno più smaltite, trasportate, eliminate, dimenticate. Ci ho segnato sopra dei miei calendari perché la chiave di tutto è il tempo. Cosa ne facciamo, esiste? Dove si trova?

Penso che sia importante prendersi cura di ciò che rivela la sua preziosità una volta visto. I muri meravigliosi che risultano da questo gesto sono nuovi opus del contemporaneo. Non banalmente ‘ ecologici essi includono il valore un gesto. Mostrano l’architettura nella sua essenza di gesto di natura. Si mostrano come tessuti, nel senso che diamo ai tessuti biologici. Penso anche che ci aiuterebbero poi a vedere in verticale ciò che era orizzontale e viceversa. Modellare uno spazio è la chiave del progetto.

Ho chiamato quest’opera Akashawall perché Akasha sono i registri del tempo dove è scritto ogni istante della nostra vita. Si potrebbero fare città magnifiche dove ora sono delle macerie.

Letizia Cariello, Milano 25 Febbraio 2022

Calendario-Nous
Calendario - Nous / Chirone

dischi d’acciaio, lana bianca, chiodi da maniscalco, vernice fotoluminescente, dimensioni variabili, BUILDINGBOX, Milano, 2022

«L’installazione site specific di Letizia Cariello, Chirone, invita lo spettatore dalla strada a diventare parte del mondo di Letizia Cariello. È un invito a entrare in una porta che segna una temporalità transitoria che l’artista cerca di inscrivere nel passaggio stesso del movimento, dello spazio e del tempo. L’artista trasforma BUILDINGBOX in un proprio universo con pianeti e una costellazione che ricorda Chirone, il centauro benevolo e medico dell’anima che guarisce gli altri per guarire se stesso. Seguirà una successione imprevedibile di altre installazioni site specific dettate solo dal tempo e dal processo creativo dell’artista.» – Annette Hofmann

Cascina I.D.E.A., Agrate Conturbia (NO), dal 1 agosto 2020

Un atto di riparazione basato sull’ascolto e sull’osservazione. MUSICA DELLE SFERE CELESTI, l’installazione site specific di Letizia Cariello a Cascina I.D.E.A., nasce dall’atto del guardare e dal saper individuare il disegno insito nelle cose: i suoi interventi pittorici sulle pareti esterne e interne della cascina evidenziano i campi di forza dell’architettura e i suoi volumi. E poi c’è la musica, intesa come modo di pensare e come filo conduttore dietro quelle linee di forza, come visione interiore che sta sia all’interno che all’esterno di ognuno di noi. La musica è geometria. La geometria è musica. La geometria come disegno dinamico e quindi come musica. Così quando Letizia Cariello ha guardato Cascina I.D.E.A. ha visto l’incastro perfetto delle forme in una chiave di violino fatta di due colori: l’azzurro e il rosso.
in occasione di I.D.E.A. Salento, cime da vela dipinta e alberi di ulivo – cm 450x800x350. Nicoletta Rusconi Art Projects, 2019
L’opera è stata realizzata legando con una trama di corda rossa alberi di ulivo spogli. Le piante si trasformano in un richiamo per un’azione, riportando le persone a pensieri antichi e nuovi. Abbiamo tutti bisogno di vedere i legami. Nonostante possano risultare apparentemente invisibili, esistono e possono essere resi visibili attraverso un’azione: usare la corda rossa è un atto di resistenza significa non arrendersi.

“Il mio lavoro consiste nel rendere visibile l’invisibile, riparare le possibilità, tessere e costruire nuove connessioni. Gli ulivi doloranti hanno bisogno di qualcuno che osi prendersi cura di loro: qualcosa di materiale e immediatamente comprensibile, ma estremamente spirituale allo stesso tempo. La corda rossa che li lega, significa che renderemo loro omaggio e che non tutto è perduto. Ricostruisce connessioni e relazioni altrimenti perse e quando si osa salvare connessioni e relazioni, si sta lavorando per salvare il futuro.”

Piscina in vetroresina, galleggianti da piscina (piscina cm 250x120x120), San Gimignano, 2006

in Le Opere e i Giorni, a cura di Achille Bonito Oliva, Certosa di San Lorenzo a Padula (Salerno), 2002
Nel progetto interagiscono: istallazione, performance, pittura, intervento sonoro e deviazione luminosa. Un video illustra il lavoro preparatorio della Cariello realizzato all’interno della cella. L’ingresso del visitatore fa scattare un dispositivo sonoro che mette in moto una catena di rumori di porte che sbattono per il vento, che perseguita l’osservatore lungo tutto il percorso. Consuetudines sono gli obblighi quotidiani. Nelle nicchie sulla parete della cella sono stipate a forza 365 lenzuola bianche (donate dagli abitanti del luogo). Le lenzuola sono percorse da calendari, numeri significanti, croci e disegni scritti a penna realizzati da Letizia Cariello mentre indossa l’abito “Le Cresime” in mussola di cotone bianco, anch’esso con iscrizioni e calendari: un video trasmette la realizzazione del lavoro. Nella stanza del camino, nel corridoio, nicchie, finestre e grate sono chiuse da lenzuola e da sette cuscini rossi,con imbottitura vegetale, simbolo della negazione del sonno. Nel deambulatorio dentro le maglie della grata una tessitura di lana rossa impedisce la vista e lascia filtrare la luce. Al primo piano, nel laboratorio, un video illustra un simbolico grande materasso (468×494 cm), realizzato per le giornate conclusive, con pezzi di tele, federe, lenzuola, tutti con iscrizioni. Su di esso è segnata una meridiana di un “giorno lunare” con appoggiate tre tasche, la tasca può cambiare orientamento seguendo il tragitto dei raggi lunari fra una veglia e l’altra. Negazione del sonno, autosegregazione, e ossessione. La negazione del sonno e la centralità della carne sono due momenti inseparabili.
Io, Caterina (unité d’habitation)

Siena Palazzo delle Papesse, 2001, Mixed media, esterno, cm 196x233x266, ph. Ela Bialkovska

Non respirare/Respira
Installazione site specific, Viafarini, Milano, 2000

5 carrucole, corda rossa, ombre, misure determinate dall’ambiente, Studio Casoli, Milano, 1999