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L’importanza delle connessioni. TEDxBustoArsizio

Essere connessi è uno stato che ci accompagna fin dall’utero materno. Il bambino è connesso alla madre e, per tutta la sua esistenza, cercherà di connettersi e disconnettersi da persone, gruppi, etichette, pensieri e persino da sé stesso. Essere connessi ci permette di ritrovare la sintonia perduta con noi stessi, con gli altri e con il mondo che ci circonda. Le connessioni possono essere tangibili o invisibili, acquisite o perdute, conquistate o negate. E in ogni caso esse implicano espansioni, complicazioni e correzioni. Essere connessi con il nostro futuro si traduce nell’essere persone consapevoli dell’importanza di ogni nostro gesto e della sua capacità di incidere sul nostro domani. Vivere in connessione sembrerebbe essere il leitmotiv della modernità, nonostante spesso comprenda il suo opposto: l’esclusione. Le connessioni ci identificano, cambiano il nostro sguardo sulla realtà, espandono le nostre conoscenze e migliorano le nostre idee. Essere connessi significa essere “inclusi” in una comunità, farne parte grazie ai fili invisibili che ci legano agli altri. Le connessioni sono importanti perché essere connessi significa in primo luogo essere.

Al di là della scelta del mezzo espressivo – pittura, scultura, fotografia, performance – il gesto artistico è sempre orientato a metterci in connessione con altre possibili dimensioni di senso. In questa accezione “connettersi” significa accordare la nostra anima, come se fosse uno strumento, per restituirci la possibilità, nelle nostre vite di tutti i giorni, di una maggiore pienezza e autenticità. A TEDxBustoArsizio il filo rosso di Letizia Cariello, intrecciando il visibile e l’invisibile, tesse nuovi legami e ricuce quelli spezzati.

L’intervento è stato presentato in occasione di “TEDxBustoArsizio”, una serie di conferenze in stile TED a tema “l’importanza delle connessioni”, a cure della giornalista e scrittrice Anna Prandoni.